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Da idraulici a chef ma anche casari e bike leader, le opportunità di lavoro ‘viaggiano’ in crociera

Centinaia i profili ricercati dalle compagnie, gli italiani tra i più presenti a bordo

Da idraulici a chef ma anche casari e bike leader, le opportunità di lavoro 'viaggiano' in crociera

Idraulici e chef, camerieri e marinai. Ma anche elettricisti, ingegneri, responsabili delle pulizie e controllori dell'hotel. Questi e tanti altri ancora sono, a oggi, i profili professionali ricercati dalle principali compagnie di navi di crociera per il lavoro a bordo di questi 'giganti' del mare. Centinaia di opportunità di lavoro in quelle che sono vere e proprie 'città galleggianti', visto che negli ultimi anni le navi lanciate dalle compagnie di navigazione vedono un minimo di 1.300-1.400 persone al lavoro a bordo per arrivare in alcuni casi fino anche a 2.100 unità.

E sono tante le culture e le lingue che si 'incontrano' al lavoro a bordo, come spiega ad Adnkronos/Labitalia Marco Maresca, general manager di Msc Crew Services. "Mediamente su una nave abbiamo circa 100 nazionalità diverse di lavoratori. Chiaramente ci sono i gruppi più 'forti', che sono le nazionalità che hanno una storia nel comparto marittimo e il lavoro dei quali a bordo è più apprezzato come l'Italia, le Filippine, l'India, l'Indonesia. Nelle navi da crociera più piccole abbiamo circa 750 persone al lavoro a bordo, mentre nelle ultime navi aggiunte alla nostra flotta ce ne sono di più, come la World Europa che ha 2100 marittimi. Negli ultimi dieci anni non si scende sotto il numero di 1300-1400 persone d'equipaggio su una nave", sottolinea.

E anche Michela Giustini, employer branding director di Costa Crociere, spiega che "la flotta Costa è composta al momento da 9 navi, tutte battenti bandiera italiana, che operano nel Mediterraneo, Nord Europa, isole Canarie, Sud America, Emirati Arabi, Estremo Oriente, Sud-est asiatico, oltre a proporre 'Giro del mondo' e 'Grandi Crociere', per scoprire diversi continenti in un'unica vacanza". "Queste navi variano in dimensioni, ma hanno mediamente circa 1.000 membri d’equipaggio ciascuna. A ciò si aggiunge il personale necessario per assicurare una rotazione adeguata dei lavoratori a bordo, arrivando così a un totale di oltre 16.000 dipendenti per il personale di bordo", sottolineano.

Come una città si divide in quartieri, anche la nave da crociera ha i diversi settori in cui operano le tante professionalità presenti. "Si può fare una macro-suddivisione tra personale di 'coperta & macchina', deputato alla conduzione della nave e alla gestione dei principali apparati tecnici di bordo, e il personale di 'hotellerie', ovvero quello che si occupa di tutti i servizi di accoglienza ai passeggeri, che è numericamente quello più consistente. Questo ultimo gruppo comprende, ad esempio, il personale delle cucine, dei bar, dei ristoranti, dell’intrattenimento, delle escursioni, della reception", sottolinea Giustini.

E centrale per la 'vita' sulla nave è il comparto della ristorazione. "In cucina abbiamo sempre -spiega Maresca- più o meno circa 300 persone. Facendo pasti per 6.000 ospiti la nave è divisa per 'partite': c'è un gruppo di cuochi che segue solo le salse, un gruppo che segue solo i primi piatti, un altro che segue solo la pasticceria, uno che segue solo la rosticceria così come tutte le insalate. Quindi ogni gruppo, ogni 'isola' segue diciamo una divisione della cucina", sottolinea.

E le opportunità di lavoro a bordo delle navi da crociera, con la possibilità di viaggiare e conoscere tanti luoghi diversi, sono davvero tante. "Al momento -spiega Giustini di Costa- abbiamo selezioni aperte per 18 profili professionali differenti, per un totale di 100 posti circa per il prossimo inverno. Questi 18 profili comprendono pasticceri, medici e infermieri di bordo, maestri di ballo, istruttori sportivi, fotografi, shop manager, receptionist, shop specialist, animatori, f&b manager, ufficiali di macchina, responsabili delle risorse umane, formatori e addetti al benessere dell’equipaggio (crew experience specialist). Le opportunità sono davvero tantissime, sia per chi ha già esperienza, sia per chi si avvicina per la prima volta a questo mondo e al mondo del lavoro in generale", sottolineano.

Opportunità che i lavoratori italiani ancora oggi non disdegnano. "Sicuramente -spiega Maresca di Msc- riceviamo tante candidature da parte del personale italiano, anche da giovani, per i quali la parte più attrattiva è il 'guest service' come anche l'ufficio escursioni, sempre molto attrattivo perché ti porta comunque a girare a interagire molto con l'ospite. Altro settore molto richiesto è quello dell'intrattenimento", sottolinea.

La tradizione marittima del nostro Paese si fa ancora valere. "Il nostro modello aziendale, basato sulla diversità e sull’inclusione, incoraggia i talenti delle persone a esprimersi, ed è sicuramente un forte elemento di attrattività per chi desidera iniziare la sua carriera a bordo delle nostre navi. L’Italia è ben rappresentata in questo contesto così variegato, ed è una dei primi quattro paesi di origine dei nostri dipendenti di bordo", spiega Giustini da Costa Crociere.

E sulle navi da crociera ci sono tante professionalità che non ti aspetti. "Da poco -racconta Maresca- a bordo abbiamo anche il casaro che fa le mozzarelle sul posto, e sulla World Europa abbiamo il responsabile del birrificio di bordo. E poi ricerchiamo anche dei bike leader che si occupano della gestione delle escursioni in bicicletta a terra", sottolinea.

Quindi opportunità di lavoro che permettono di viaggiare e conoscere luoghi diversi. E anche con concrete possibilità di fare carriera. "Nel settore marittimo, quindi anche le crociere, data la tipologia particolare di lavoro -spiega Giustini- generalmente non sono previsti contratti a tempo indeterminato. Sono previsti contratti di durata definita, di solito dai 3 ai 6 mesi, da rinnovare di volta in volta. Tuttavia, questo non compromette affatto né il rapporto continuativo né le opportunità di carriera. Ci sono colleghi che lavorano a bordo delle nostre navi da oltre 30 anni e che sono arrivati a diventare hotel director, ovvero responsabili di tutta la parte di 'hotellerie' di una nave: è come se fossero i direttori di un albergo con oltre 800 dipendenti".

Sulla nave da crociera la vita a bordo per gli ospiti è h24 e di conseguenza anche l'organizzazione del lavoro ne deve tenere conto. "Viene applicato il contratto collettivo nazionale di lavoro del settore marittimo, vengono rispettati i turni di riposo previsti come anche il pagamento degli straordinari. I salari dipendono dalla categoria in cui si opera ma sono in linea e anche superiori rispetto al personale di terra", sottolinea Maresca.

Ma quale la 'strada' giusta per iniziare un percorso lavorativo sulle navi da crociera? "Il modo migliore per essere aggiornati sulle nostre ricerche di personale e per sottoporre la propria candidatura è il nostro sito web https://career.costacrociere.it. La selezione può avvenire per via diretta o attraverso corsi di formazione finalizzati all’assunzione. Una cosa importante da sottolineare è che la formazione è continua anche per chi ha esperienza pregressa o per chi lavora già a bordo. Basti pensare che nel 2023 abbiamo erogato oltre 180.000 ore di formazione tra terra e bordo", spiega Giustini.

E il rapporto con le scuole è sempre più centrale per le compagnie crocieristiche. "Abbiamo diverse convenzioni con le scuole -spiega Maresca di Msc- e abbiamo naturalmente il nostro portale dedicato https://www.careers.msccruises.com/ in cui è possibile verificare le opportunità presenti e presentare la candidatura. Facciamo anche delle giornate dedicate nei principali porti italiani e delle job fair. Riceviamo circa 15mila cv all'anno e in questo momento posso dire che ci sono tante opportunità ad esempio nell'ambito della ristorazione", conclude.

E, aggiunge Giustini di Costa Crociere, "al di là dei requisiti specifici richiesti dai singoli profili professionali, ricerchiamo alcune competenze di base tra cui, in particolare, una buona conoscenza della lingua inglese e la disponibilità a lavorare in un team".

"Non meno importante - conclude Giustini - al fine di garantire ai nostri ospiti una vacanza indimenticabile, è essenziale che i nostri dipendenti siano in grado di fornire un servizio eccellente con passione e disponibilità".

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Lavoro

Paoletti (Camera Com. Venezia Giulia): “Crescono...

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Il presidente dell'Ente camerale, occupazione tiene ma bilancio in chiaroscuro per tessuto produttivo territorio

Antonio Paoletti. presidente della Camera di Commercio Venezia Giulia (Trieste e Gorizia)

L'occupazione va, il turismo si consolida, l'industria cantieristica e navale cresce, ma altri settori soffrono, come il commercio e, dopo il boom dei bonus, anche l'edilizia. E' in chiaroscuro il bilancio sulla condizione delle imprese del tessuto produttivo della Camera di Commercio Venezia Giulia (Trieste e Gorizia), come spiega, intervistato da Adnkronos/Labitalia il presidente dell'ente Camerale, Antonio Paoletti.

"Lo stato di salute delle imprese del territorio -spiega- è diciamo così a corrente alternata, ci sono alcuni settori in forte crescita, altri settori stabili e altri ancora in forte diminuzione. Chi sta peggio è il settore abbigliamento, calzature e complementi sia uomo che donna. A Trieste si salva un po' di più perché c'è un turismo ormai consolidato tutto l'anno, fatto per lo più di stranieri oltre che di italiani, un turismo che acquista nei negozi. Nel resto del territorio c'è forte crisi. I motivi? Il commercio on line, ma anche lo smart working visto che lavorando da casa si sta in tuta e si è perso quel modo di vestirsi elegante che portava a fare acquisti. E poi primo tra i fattori: gli stipendi, sono troppo bassi, c'è sempre meno potere d'acquisto", sottolinea.

Ma non è solo il commercio ad arrancare."L'edilizia ha avuto il boom dei bonus, c'è ancora qualche strascico quest'anno, ma finito quello anche per questo settore si prospettano venti di crisi, specie se non si metteranno in campo bonus per le case green", sottolinea.

A fare la parte del leone sul territorio è il turismo. "E' in piena crescita -sottolinea Paoletti- si trascina dietro la produzione agroalimentare, ma anche gli interventi di restauro delle strutture ricettive e altri comparti. C'è un movimento importante".

E il territorio della Camera di Commercio Venezia Giulia è storicamente legato alla cantieristica. "L'industria cantieristica, con Fincantieri, si porta dietro un indotto di piccoli, medi e grandi artigiani, è veramente importante. E sulla scena di questo si è creato un distretto della nautica diffuso, con sede principale a Monfalcone, che sta andando alla grande. Con grandi imprese anche internazionali che si insediano nella zona".

Note dolenti arrivano però dal porto di Trieste. "Il porto, il primo porto italiano, ha un momento non dico di stasi, ma con il blocco del canale Suez si stanno perdendo traffici, per cui se non cambia qualcosa lì veramente ci saranno altri problemi".

In sostanza il bilancio sul tessuto produttivo del territorio "è in chiaroscuro, diciamo. In linea di massima l'occupazione tiene, anzi siamo in forte crescita nella regione grazie alle politiche regionali, sia sul tema della formazione, sia su quella degli incentivi alle imprese che assumono", sottolinea ancora.

Centrale per il presente e il futuro è la formazione. "E' vero che da una parte stiamo perdendo mestieri, stiamo perdendo certi tipi di lavori, ma in un nostro studio che abbiamo presentato lo scorso maggio noi abbiamo selezionato ben 117 nuovi mestieri che stanno già arrivando e arriveranno", sottolinea.

E la Camera di commercio è pronta fare la sua parte per l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro. "Noi chiediamo di dare la possibilità agli artigiani che escono dal mercato del lavoro di diventare tutor dei giovani che vogliono avviarsi verso questi mestieri artigiani. Parlo dei carrozzieri, falegnami, meccanici, elettricisti e chi ne ha più ne metta. Questo sarebbe un bel modo per incentivare l'artigiano che deve concludere e dare una mano a chi ha bisogno", sottolinea.

Ma in un percorso verso un'economia sana per Paoletti non può mancare il contributo positivo dell'immigrazione. "Noi abbiamo un bisogno estremo di manodopera. Ormai tutti i settori economici, da infermieri, medici, ingegneri oppure semplici operatori, non si trovano. Secondo me dovremmo creare delle politiche che attraverso il mondo delle Camere di Commercio e le associazioni di categoria potrebbero intanto insegnare la lingua italiana a chi vuole rimanere da noi. Formarli nei vari mestieri e inserirli sul mercato del lavoro. Perché che piaccia o no, noi abbiamo bisogno degli immigrati", conclude.

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Lavoro

Il lavoro autonomo? Per il 41% è attraente

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Emerge dall'edizione 2023 dell’Amway global entrepreneurship report (Ager)

Il lavoro autonomo? Per il 41% è attraente

Amway, azienda leader globale nel settore della vendita diretta, rende nota l’edizione 2023 dell’Amway global entrepreneurship report (Ager), il più completo e longevo studio dedicato all’imprenditorialità nel mondo. La ricerca, condotta su un panel di 15.000 persone in 15 Paesi tra i quali l’Italia, come unico rappresentante del mercato europeo insieme alla Germania, rileva un interesse evidente per l'idea di imprenditorialità anche grazie ad una nuova considerazione del lavoro da subordinato derivata dal post pandemia.

I risultati del campione italiano, in linea con i dati globali, dimostrano come nella top 5 delle opportunità di business più stimolanti, oltre alla vendita tradizionale (49% di desiderabilità da parte degli intervistati), vi siano gig work (42%), social selling (41,5%), freelancing (38,5%) e direct selling (36,5%), professioni che abbracciano in toto le nuove necessità del 'new normal' tra cui la flessibilità e l’autonomia.

“Mai nessun altro studio ha analizzato in modo così approfondito l'atteggiamento nei confronti dell'imprenditorialità come l'Amway global entrepreneurship report", afferma Melodie Nakhle, managing director Amway Esan (Europe, Southern Africa, Australia e New Zealand). "I risultati mostrano come le persone siano più pronte che mai a intraprendere un'attività imprenditoriale, evidenziando la necessità di promuovere un ambiente favorevole alla loro continua crescita. Aver inserito nella ricerca l’Italia come uno degli unici due paesi europei, sottolinea l’importanza del mercato italiano per Amway. La Vendita Diretta si allinea alle nuove priorità dei lavoratori – che si tratti di donne, uomini, giovani che si affacciano al mondo del lavoro o professionisti con esperienza – offrendo indipendenza, dinamicità e flessibilità. Queste qualità definiscono il ruolo degli Incaricati alle vendite, che vengono riconosciuti sempre più come imprenditori di successo".

Il 41% degli intervistati della ricerca Ager dichiara di essere interessato ad avviare una propria attività considerando tre principali opportunità di business: l’e-commerce, la vendita diretta e la vendita tradizionale. In particolare, è significativo sottolineare la desiderabilità da parte agli under 35 con una percentuale che si attesta al 45%. Tra le motivazioni che inducono ad intraprendere questa strada si rileva per il 53% del campione la possibilità di fare della propria passione un lavoro, per il 45% la possibilità di essere indipendenti e non riportare a nessun responsabile, per il 42% l’autonomia nella gestione del tempo, per il 41% il desiderio di indipendenza economica e per il 39% un’opportunità di avere un guadagno extra.

Focalizzandosi sui requisiti per intraprendere un’attività in proprio, il 40% degli intervistati ritiene di possedere le capacità necessarie. Nonostante la raccolta di capitali sia percepita come la principale barriera per l'avvio di un'impresa, il dato incoraggiante a livello Italia è che il 22% degli intervistati ritiene di avere le risorse economiche necessarie per avviare un'attività rispetto al 18% del 2019. Oltre a questo, nel nostro Paese, persistono anche fattori culturali come la paura di fallire: il 42% degli intervistati italiani infatti ritiene il fallimento un deterrente, una percentuale alta se si pensa che la media mondiale si attesta al 34%.

Le forme emergenti di commercio suscitano grande attrattività nei possibili imprenditori italiani; in particolare, l'e-commerce e il digitale hanno registrato una crescita massiccia durante la pandemia Covid-19, tanto che la ricerca Ager rileva come il 73% si senta a proprio agio nell'acquistare prodotti attraverso i social media. Il 41% pensa inoltre che i social media siano la modalità migliore per promuovere la propria attività.

L'interesse nei confronti di opportunità di reddito secondario crea un ambiente ideale per gli imprenditori di tutto il mondo: il 94% lo ritiene infatti del tutto normale e lo consiglierebbe ai conoscenti. Il 47% degli intervistati ritiene che avviare un'attività in proprio sia più allettante quando si conosce qualcuno che ha già esperienza sul campo, come normale è il coinvolgimento di amici e parenti nell’attività: il 54% ha amici o familiari che partecipano a opportunità di reddito.

La ricerca dimostra quanto gli italiani siano alla ricerca di opportunità di reddito che si adattino alla loro vita e alla nuova normalità: il direct selling grazie alle sue caratteristiche intrinseche risponde a tutto questo.

La prima edizione di Ager è stata lanciata nel 2010 come Amway european entrepreneurship report. Lo studio si è esteso poi a livello mondiale nel 2013 e ad oggi risulta come il più grande e più lungo studio dedicato alla propensione al lavoro. Nel 2023 sono state poste 10 domande in Canada, Germania, Hong Kong, India, Italia, Giappone, Cina continentale, Malesia, Messico, Singapore, Corea del Sud, Taiwan, Thailandia, Stati Uniti e Vietnam. Per lo studio, Amway si è avvalsa di Ipsos global advisor in collaborazione con Reputation economy advisors per fornire i principali risultati e approfondimenti di Ager.

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Lavoro

Energia, NatPower: “Progetti di infrastrutture per...

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Intervista al ceo e founder Fabrizio Zago

Fabrizio Zago ceo e founder di NatPower

"Le direttive dell'Unione Europea rappresentano una chiara chiamata all'azione per tutte le aziende del settore energetico. NatPower, come sviluppatore indipendente di progetti di infrastrutture per la creazione di energia pulita, che supporta imprese, utility e investitori a livello globale, si posiziona come un acceleratore cruciale di questa transizione. Il nostro approccio è duplice: da un lato, continuiamo a sviluppare grandi progetti di infrastrutture per le energie rinnovabili, dall'altro stiamo innovando con iniziative che esplorano soluzioni complementari alla produzione di energia pulita". Così, in un'intervista all'Adnkronos/Labitalia, Fabrizio Zago, ceo e founder di NatPower, società indipendente che sviluppa progetti di infrastrutture per l'energia rinnovabile, supportando aziende, utility e investitori in tutto il mondo.

"Ad oggi - spiega - abbiamo venduto nel mondo oltre 1GW di progetti per la produzione di energia rinnovabile. In particolare, gli impianti produrranno, una volta realizzati, 1.500.000 MW/h anno di energia con le principali tecnologie (solare, eolica, e sistemi di accumulo di energia rinnovabile). Inoltre, gli impianti eviteranno l’emissione in atmosfera di ben 750.000 tonnellate di CO2 all’anno, corrispondenti a circa 50.000.000 di alberi e al consumo energetico di circa 400.000 famiglie. Stiamo anche investendo in ricerca e sviluppo per migliorare l'efficienza dei nostri impianti e per esplorare nuove tecnologie che potrebbero accelerare la transizione energetica. Siamo convinti che il futuro dell'energia sarà caratterizzato da un mix di tecnologie complementari, e siamo pronti a giocare un ruolo da protagonisti in questo cambiamento".

NatPower ha una pipeline di oltre 35 GW di progetti green in cinque Paesi del mondo: "Operare su scala globale comporta sicuramente una serie di sfide, tra cui diverse normative locali, differenze culturali e logistiche, e ovviamente il coordinamento tra i vari stakeholder. Tuttavia, queste sfide sono anche opportunità. La nostra presenza in Italia, Regno Unito, Stati Uniti, Kazakistan e Canada ci permette di diversificare il nostro portafoglio e di adattarci rapidamente alle evoluzioni del mercato. L’Italia, avendo avviato i suoi progetti in anticipo, vanta iniziative in fase più avanzata rispetto agli altri paesi in cui NatPower opera. Il focus si concentra su fotovoltaico (PV), eolico (wind) e sistemi di accumulo di energia (Bess), con una pipeline complessiva di circa 10 GW distribuita su tutto il territorio nazionale, con particolare attenzione al sud e alle isole maggiori. Tra i progetti principali spiccano Ventitalia, una pipeline eolica da 3 GW, e altre due pipeline: 3 GW di Bess e 4 GW di impianti fotovoltaici (PV)".

"Un altro progetto significativo - sottolinea Fabrizio Zago - è lo sviluppo del più grande progetto per la realizzazione di sistemi di accumulo a batterie per oltre 60 GWh in UK con un investimento di oltre 10 miliardi di sterline. Inoltre, entro fine anno svilupperemo nuovi progetti per la creazione di energia pulita (impianti solari ed eolici) che contribuiranno ad accelerare il percorso del Regno Unito verso l’obiettivo del 100% di energia rinnovabile entro il 2035. In Kazakistan, invece, ci siamo aggiudicati la gara indetta dal ministero dell’Energia della Repubblica del Kazakistan per lo sviluppo di una centrale idroelettrica sul bacino di Bartogai situato nel fiume Shelek nella regione di Almaty. La centrale avrà una capacità installata di 33 MW e una produzione annuale prevista di 150 GWh, che corrispondono al fabbisogno di elettricità medio di 50.000 famiglie all’anno. Il progetto si inserisce all’interno del piano per lo sviluppo di una serie di centrali idroelettriche con una capacità installata totale di 206 MW, che supporterà la transizione energetica del Paese verso fonti più pulite. Questi sono solo alcuni esempi del nostro impegno globale per sviluppare soluzioni energetiche sostenibili".

NatPower ha recentemente lanciato due nuove società: NatPower H e NatPower Marine: "NatPower H è un progetto unico nel suo genere, in quanto rappresenta il primo sviluppatore globale di infrastrutture innovative per la produzione, stoccaggio e rifornimento di idrogeno verde per la nautica da diporto. Il nostro obiettivo è installare hub di energia sostenibile nei principali porti turistici internazionali, creando le condizioni ideali per facilitare lo sviluppo e l’utilizzo di imbarcazioni alimentate a idrogeno. Questo progetto è cruciale perché l'idrogeno verde rappresenta una delle soluzioni più promettenti per decarbonizzare settori difficili da elettrificare, come appunto il trasporto marittimo e la nautica da diporto".

Per quanto riguarda NatPower Marine, "il nostro team sta sviluppando la più grande rete indipendente di strutture di ricarica per navi a livello globale, offrendo energia pulita sia per la propulsione che per il cold ironing, ovvero l'alimentazione delle navi mentre sono ormeggiate. Crediamo che questa iniziativa possa diventare una pietra miliare nella transizione energetica del settore marittimo, unendo sostenibilità e innovazione con un approccio integrato che chiamiamo 'Smart energy transition-as-a-service'. Entrambi i progetti sono fondamentali per accelerare la transizione verso un futuro a basse emissioni di carbonio".

"Nel guardare al futuro - assicura - siamo molto ottimisti riguardo alle opportunità che ci attendono. Nei prossimi anni, NatPower continuerà a espandere la sua presenza internazionale, puntando su mercati emergenti che hanno un grande potenziale per lo sviluppo di energie rinnovabili. Inoltre, continueremo a investire nelle tecnologie emergenti. Per quanto riguarda i trend nel settore ci sono diversi trend emergenti che stanno trasformando il panorama energetico globale. Oltre alla transizione verso l'idrogeno verde, che è considerato un potenziale game-changer, c’è la conferma della rapida espansione dell’energia solare ed eolica grazie anche alla continua riduzione dei costi. Le tecnologie fotovoltaiche diventano più efficienti e le turbine eoliche più grandi e potenti, soprattutto per i parchi eolici offshore, altra tendenza che attira grandi investimenti e una conseguente innovazione tecnologica".

"Lo sviluppo di sistemi di accumulo energetico (Bess) - osserva - diventa sempre più cruciale per integrare fonti rinnovabili intermittenti come solare ed eolico. Questa tecnologia è agevolata anche alla forte digitalizzazione che sta avvenendo nel settore rendendo più efficiente la gestione dell'energia prodotta, e ottimizzandone la distribuzione. Cresce l’esigenza di decarbonizzare e adottare pratiche più sostenibili. Le industrie pesanti, come quelle dell'acciaio e del cemento, insieme ai settori dei trasporti marittimi e su strada, stanno lavorando per ridurre significativamente il loro impatto ambientale".

"Sempre più progetti - afferma - adottano i principi dell'economia circolare, puntando a ridurre gli scarti e riutilizzare materiali per produrre energia pulita e abbattere le emissioni. Ad esempio, i materiali utilizzati nelle pale delle turbine eoliche e nei pannelli solari vengono sempre più riciclati, così come l'energia viene generata dalla valorizzazione di rifiuti e scarti agricoli, forestali e urbani. Questi trend evidenziano l'evoluzione costante del settore delle rinnovabili, che grazie all'innovazione affronta le sfide della transizione energetica e del cambiamento climatico".

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