Finanziamento ai partiti, verso il cambio del 2 per mille: fondi salgono a 42 milioni
Cosa prevede un emendamento al decreto fiscale, attualmente al vaglio della Commissione Bilancio del Senato, proposto dal Pd e riformulato dal governo
Modificare la disciplina del 2 per mille ai partiti, cioè la quota della propria Irpef che i contribuenti decidono di girare al finanziamento della politica. Lo prevede un emendamento al decreto fiscale, attualmente al vaglio della Commissione Bilancio del Senato, proposto dal Partito Democratico e riformulato dal governo, che prevede da un lato di abbassare la quota dell'imposta sul reddito da destinare alla politica dal 2 allo 0,2 per mille, ma dall'altro di estendere la platea a tutti i contribuenti attraverso un meccanismo di ripartizione generalizzata tra le forze politiche, aumentando la dotazione ai partiti a 42,3 milioni.
Secondo il testo infatti nel caso in cui il contribuente non esprima una scelta sul partito a cui indirizzare questa quota, allora "la destinazione si stabilisce in proporzione alle scelte espresse". Di fatto quindi quello 0,2 per mille sarà ‘versato’ da ogni contribuente italiano, ripartendo le quote di chi non ha indicato una forza politica specifica sulla base delle preferenze espresse da chi invece lo ha fatto, privilegiando quindi di volta in volta i partiti più ‘gettonati’. Gli oneri calcolati per questo nuovo meccanismo - si legge nell'emendamento - sono pari a 42,3 milioni di euro dal 2025 a cui, secondo il provvedimento (quasi raddoppiato rispetto al precedente tetto di 25 milioni).
Economia
Sciopero 29 novembre, si va verso precettazione. Uil:...
La nota del Mit dopo l'incontro con i sindacati. Bombardieri: "Se ci sarà precettazione ci rivolgeremo alla magistratura"
In vista dello sciopero di otto ore proclamato per il 29 novembre "si va verso la precettazione". Lo riferisce il Mit in una nota al termine dell'incontro con le organizzazioni sindacali che ha visto la partecipazione del ministro Salvini.
"In 25 mesi di governo 1.342 scioperi proclamati e 949 effettuati, 38 al mese, di cui 518 proclamati e 374 effettuati a livello nazionale, più di uno sciopero al giorno. Esiste il diritto allo sciopero per i sindacalisti, esiste anche il diritto alla mobilità, alla salute ed al lavoro di tutti gli altri italiani", recita la nota del Mit citando Salvini, che aggiunge: "Guarda caso di venerdì".
Uil: "Impugneremo precettazione"
"Noi rispettiamo le regole, se ci sarà una precettazione la impugneremo e quindi ci rivolgeremo alla magistratura", il commento del segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri parlando con i cronisti in piazza Montecitorio.
Sullo sciopero "non so se ci sia un braccio di ferro, continua la discussione. Noi abbiamo rispettato la legge. In questi giorni e in queste settimane abbiamo anche avviato un confronto articolato con la commissione di garanzia, non solo con la sottoscrizione di un protocollo, ma anche parlando di alcune ipotesi di lavoro. Evidentemente, quando arriva la voce del padrone la commissione risponde ‘obbedisco!’", ha aggiunto Bombardieri.
"Abbiamo letto le dichiarazioni del ministro Salvini sulla necessità di intervenire sullo sciopero di otto ore, a cui la commissione ha detto ‘obbedisco’, e ha mandato una valutazione. Noi abbiamo rispettato tutte le regole e le leggi dello sciopero generale, e vorrei ricordare che lo sciopero è pagato dai lavoratori di tasca propria - continua Bombardieri - lo sciopero non serve per fare un dispetto a Salvini ma per chiedere il rinnovo del contratto, più sicurezza per il lavoratori e per gli utenti e per avere condizioni diverse del trasporto pubblico in questo paese. Salvini, invece di preoccuparsi di fare un messaggio al giorno sullo sciopero, dovrebbe ogni giorno spiegare che cosa ha fatto per il trasporto pubblico locale e per far arrivare i treni in orario. Di queste cose non se ne parla mai: c’è una responsabilità politica ben precisa ed è quella del ministro, non dei lavoratori che fanno lo sciopero".
"Non stiamo cavalcando niente, stiamo facendo il nostro lavoro che è quello di fare i sindacalisti. E a chi dice che facciamo uno sciopero politico, io rispondo ‘sì è vero’: io pretendo di fare politica nel senso vero del termine, io mi occupo delle persone che rappresento", conclude Bombardieri.
Economia
AdSP Mtcs, Civitavecchia verso il green con il progetto...
Presentate le tempistiche della fase di sperimentazione della prima 'Hydrogen Valley' portuale italiana
Il porto di Civitavecchia si appresta a sperimentare la sua valle a idrogeno con l’utilizzo di autobus dedicati ai servizi dello scalo, frutto del progetto cofinanziato dall’Unione Europea e denominato “Life 3H”, insieme all’altopiano delle Rocche in Abruzzo e alla città di Terni. Civitavecchia si pone, quindi, come apripista per costruire sistemi innovativi che sfruttino l’idrogeno come elemento chiave per la transizione verde. "Siamo la prima 'Hydrogen Valley' portuale italiana", ha sottolineato il presidente dell’AdSP del Mar Tirreno Centro Settentrionale, Pino Musolino nel corso del Workshop che si è tenuto questa mattina a Molo Vespucci.
"Abbiamo creduto a un determinato tipo di sviluppo e visione in un periodo storico particolare. Nato nel 2021 come progetto pubblico, è divenuto poi partenariato misto grazie alla lungimiranza di società che operano nel porto. E tengo a sottolineare questo passaggio perché la vera capacità di cambiamento viene interpretata quando pubblico e privato si uniscono. Sarà l’idrogeno la soluzione del futuro? Non lo sa nessuno. Intanto dobbiamo sperimentare e procedere per tappe. Come per il vestito di arlecchino: ogni toppa colorata è un pezzo della transizione sostenibile, piccoli incrementi marginali. Non si può centrare direttamente l’obiettivo, però bisogna partire con azioni concrete", ha aggiunto.
"La sostenibilità – ha ripreso Musolino - si fonda su tre pilastri: ambientale, sociale ed economico ed è necessario combinarli tutti. Un progetto come questo è un banco di prova. Noi ci stiamo provando. Stiamo sperimentando anche i cassoni per avere energia dalle onde. Ci riusciremo? Non è dato saperlo, ma sperimentiamo. Tra un anno verificheremo quanto fatto per non rimanere solo nella fase delle premesse, con l’obiettivo finale di sviluppare l’intero sistema portuale".
Nello specifico, la fase sperimentale del progetto prevede l’alimentazione, anche con l’eccesso di idrogeno proveniente dalle produzioni industriali locali, di due bus che saranno impiegati per il trasporto pubblico portuale. I bus, di proprietà della Port Mobility Spa, già acquistati dalla Rampini spa, riceveranno la fornitura giornaliera - pari a 10 chili di idrogeno – dalla stazione di rifornimento dell’Interporto di Civitavecchia, di proprietà della società Civitavecchia Fruit Forest & Terminal (Cfft). Stazione di rifornimento che diventerà operativa tra febbraio e aprile 2025.
Nell’ambito dell’“Hydrogen Valley” la Cfft ha, inoltre, concluso un importante accordo con la Ansaldo Green Tech per l'acquisto e installazione nell’interporto di un elettrolizzatore che permetterà di generare 200 tonnellate annue di idrogeno verde. La consegna dell’impianto è prevista entro la fine del prossimo anno.
Economia
Conti pubblici, Ue promuove piano a 7 anni...
L'Italia deve riportare il deficit sotto il 3% del Pil "entro il 2026"
La Commissione Europea promuove, oltre alla manovra economica per il 2025, anche il piano pluriennale presentato dal governo italiano, che si estende su un periodo di sette anni, il massimo previsto dal nuovo patto di stabilità. L'Italia deve riportare il deficit sotto il 3% del Pil "entro il 2026", è ' la raccomandazione della Commissione Europea, che verrà trasmessa al Consiglio. Di fatto, la raccomandazione non dovrebbe essere troppo difficile da attuare: secondo le previsioni della stessa Commissione, il deficit/Pil del nostro Paese dovrebbe scendere al 2,9% nel 2026. La spesa netta non dovrebbe crescere, in termini nominali e anno su anno, più dell'1,3% nel 2025 e più dell'1,6% nel 2026.
Ok a 20 Paesi Ue
L'esecutivo Ue ha concluso la valutazione di 21 dei 22 piani presentati dagli Stati membri: dei 21 piani valutati, venti soddisfano i requisiti del nuovo patto di stabilità e stabiliscono un percorso fiscale "credibile" per garantire che il livello del debito dei rispettivi Stati sia messo su un percorso discendente "sostenibile" o mantenuto a livelli "prudenti".
Si tratta, in particolare, di Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Irlanda, Grecia, Italia, Lettonia, Lussemburgo, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Svezia. Per questi Stati membri la Commissione raccomanda al Consiglio di approvare il percorso di spesa previsto nei piani. Nel caso dei Paesi Bassi, la Commissione ha proposto al Consiglio di raccomandare un percorso di spesa netta "coerente" con le informazioni tecniche trasmesse dalla Commissione a giugno.
La Commissione "sta ancora valutando" il piano a medio termine dell'Ungheria. Per cinque dei 20 piani a medio termine valutati positivamente dalla Commissione, il percorso di spesa netta si basa su un’estensione del periodo di aggiustamento da quattro a sette anni, grazie ad una serie di impegni di riforma e di investimento inclusi nei piani. L'estensione vale per i piani di Finlandia, Francia, Italia, Spagna e Romania.