Superenalotto, numeri combinazione vincente oggi 29 novembre 2024
Centrato un '5+1' da 384.658,56 euro e cinque 5 da 24.854,86 euro
Nessun '6' mentre è stato centrato un '5+1' da 384.658,56 euro al concorso del Superenalotto di oggi 29 novembre. Realizzati anche cinque '5' ai quali vanno ciascuno 24.854,86 euro. Il jackpot per il prossimo concorso sale a 38,6 milioni di euro.
Quali sono i punteggi vincenti
Al SuperEnalotto si vince con punteggi da 2 a 6, passando anche per il 5+. L'entità dei premi è legata anche al jackpot complessivo. In linea di massima:
- con 2 numeri indovinati, si vincono orientativamente 5 euro;
- con 3 numeri indovinati, si vincono orientativamente 25 euro;
- con 4 numeri indovinati, si vincono orientativamente 300 euro;
- con 5 numeri indovinati, si vincono orientativamente 32mila euro;
- con 5 numeri indovinati + 1 si vincono orientativamente 620mila euro.
Quanto costa una schedina
La schedina minima nel concorso del SuperEnalotto prevede 1 colonna (1 combinazione di 6 numeri). La giocata massima invece comprende 27.132 colonne ed è attuabile con i sistemi a caratura, in cui sono disponibili singole quote per 5 euro, con la partecipazione di un numero elevato di giocatori che hanno diritto a una quota dell'eventuale vincita. In ciascuna schedina, ogni combinazione costa 1 euro. L'opzione per aggiungere il numero Superstar costa 0,50 centesimi.
La giocata minima della schedina è 1 colonna che con Superstar costa quindi 1,5 euro. Se si giocano più colonne basta moltiplicare il numero delle colonne per 1,5 per sapere quanto costa complessivamente la giocata.
Come faccio a sapere se ho vinto
E' possibile verificare eventuali vincite attraverso l'App del SuperEnalotto. Per controllare eventuali schedine giocate in passato e non verificate, è disponibile on line un archivio con i numeri e i premi delle ultime 30 estrazioni.
La combinazione vincente
La combinazione vincente del concorso di oggi 29 novembre del Superenalotto: 21, 33, 44, 55, 75, 80. Numero Jolly: 53. Numero SuperStar: 64.
Cronaca
Parla il prof. aggredito a Locri: “Ho fatto solo il...
Il racconto all'Adnkronos di Claudio Romeo, il docente di Scienze del liceo scientifico 'Zaleuco' rimasto vittima di una violenta aggressione da parte del padre di un'alunna
"Ho fatto il colloquio con madre e figlia, nel corso del quale ho evidenziato le carenze dell'alunna, sia in termini di attenzione che di rendimento. La madre è rimasta impassibile, mentre la ragazza ha iniziato una 'difesa d'ufficio' ed io le ho invitate molto educatamente ad accomodarsi fuori per dare spazio anche agli altri genitori che erano in fila per parlare con me. Il giorno seguente, il padre della studentessa si è presentato a scuola, insieme alla moglie e alla figlia, mentendo al personale della scuola e dichiarando di avere appuntamento con me. Io ho acconsentito a riceverli ugualmente, ma il genitore ha mostrato da subito un atteggiamento aggressivo nei miei confronti. Ad un tratto, mi ha trascinato in un angolo che credeva più appartato e ha iniziato a darmi dei ceffoni perché, secondo lui, il giorno prima mi sarei 'permesso di liquidare la moglie frettolosamente'. Per fortuna c'erano dei testimoni ed io ho detto ai collaboratori di chiamare i carabinieri". È il racconto all'Adnkronos di Claudio Romeo, il professore di Scienze del liceo scientifico 'Zaleuco' di Locri, rimasto vittima, ieri, di una violenta aggressione da parte del padre di un'alunna.
Romeo continua spiegando che, all'arrivo dei carabinieri ai quali ha denunciato l'accaduto, l'uomo avrebbe negato tutto. "Ci sono stati dei precedenti da parte di questo signore nei confronti di un altro docente, ma mai degenerati fino a questo punto. Ritengo - ribadisce il professore - di aver fatto semplicemente il mio dovere e di aver anche aiutato la ragazza, tendendole una mano più volte. Mi sento scosso, ma non scoraggiato. Ho già ricevuto decine di mail di solidarietà e desidero tornare al più presto a scuola", conclude il docente.
Cronaca
Uccisero il padre, Cassazione annulla le condanne: nuovo...
La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di condanna nei confronti dei fratelli Alessio e Simone Scalamandrè
La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di condanna nei confronti dei fratelli Alessio e Simone Scalamandrè, accusati dell'omicidio del padre, rimandando a un altro processo in corte d'appello a Milano per la riduzione della pena. Lo hanno deciso i giudici dopo una lunga camera di consiglio al termine della quale hanno pronunciato la sentenza che rinvia ancora una volta la decisione.
La vicenda
La vicenda è quella che vede i due giovani accusati dell'omicidio del padre, Pasquale Scalamandrè, ucciso con diversi colpi di mattarello al culmine di una lite avvenuta nella loro abitazione di San Biagio il 10 agosto del 2020. L'uomo era indagato per maltrattamenti nei confronti della madre dei ragazzi e quel giorno era andato a casa per chiedere al maggiore di ritirare le accuse nei suoi confronti. A quel punto, la lite sarebbe degenerata, con i figli che hanno aggredito l'uomo con il mattarello.
Il processo
In primo grado erano stati condannati entrambi: il fratello maggiore, Alessio, a 21 anni di carcere e il minore, Simone, a 14 anni. Poi, in secondo grado, quest'ultimo era stato assolto, ma per il sostituto pg Cristina Camaiori le motivazioni dei giudici di secondo grado sarebbero state stringate e in parte contraddittorie.
L'assoluzione era stata annullata dalla Cassazione che aveva ordinato un nuovo processo d'appello in corte d'Assise, a Milano che aveva confermato i 21 anni di carcere per Alessio e aveva condannato Simone a 14.
Oggi la corte ha riconosciuto le attenuanti richieste dalla difesa di Alessio rappresentata dagli avvocati Luca Rinaldi e Andrea Guido, sulla provocazione e del bilanciamento, mentre a Simone, difeso dagli avvocati Riccardo Lamonaca e Nadia Calafato, è stata riconosciuta solo l'attenuante del bilanciamento. Simone viene quindi definitivamente ritenuto colpevole dell'omicidio. Come il fratello potrà comunque usufruire di uno sconto di pena in corte d'appello.
Cronaca
Roma, sospetta contaminazione da plutonio: coinvolto...
L'Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare ha avviato accertamenti: "Accertare eventuali falle nelle procedure di sicurezza". Sogin: "Esclusa contaminazione da ambiente esterno"
Un lavoratore del centro di ricerche di Casaccia, alle porte di Roma, sarebbe stato esposto al plutonio nell'impianto. A darne notizia è l'Isin, l'Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare.
L'impianto di Casaccia, si legge sul sito dell'Enea, "è il più grande complesso di laboratori e impianti dell'Enea. Sorge sulla via Anguillarese, circa 25 km a nord-ovest di Roma, presso il lago di Bracciano".
Le verifiche sulla sicurezza
"L'Isin - si legge nella nota dell'ispettorato - nell'immediatezza della contaminazione ha effettuato una prima ispezione e ha raccolto a verbale le dichiarazioni dei responsabili dell'impianto sulla dinamica di quanto accaduto". "Parallelamente, sta seguendo l'evolversi della vicenda, che sembra al momento non prefigurare conseguenze severe. Una seconda ispezione è stata già programmata e sarà effettuata nei prossimi giorni. Resta, naturalmente, l'esigenza di accertare quanto accaduto e come si è potuta verificare la contaminazione di un esponente del personale, che dovrebbe operare in piena sicurezza grazie ai dispositivi di protezione previsti dalle normative in materia. Compito dell'Isin - si conclude la nota - è anche accertare, ove vi fossero state, falle nelle procedure di sicurezza o nella loro attuazione e raccogliere elementi per individuare eventuali responsabilità".
Sogin: "Evento su un dipendente, nessuna contaminazione da ambiente esterno"
"Al contrario di quanto riportato da alcuni organi di stampa non vi è stato alcun 'incidente nucleare' e ogni informazione circolante in tal senso è destituita di fondamento" scrive in una nota la Sogin. "Il 21 novembre scorso, nel corso di attività di gestione di rifiuti radioattivi all’interno dell’impianto Plutonio, che si trova nel centro Enea di Casaccia, è stato riscontrato un evento di 'contaminazione interna' di un dipendente con potenziale superamento dei limiti di dose annuale prescritti dalla normativa. Sogin ha subito informato di quanto accaduto tutte le Autorità competenti".
"Sono state immediatamente attivate - spiega la società - le procedure previste dalla legge finalizzate a tutelare la salute dei lavoratori, così, come avviene ordinariamente. I monitoraggi effettuati e conclusi oggi pomeriggio registrano valori confortanti. Sogin continuerà a monitorare la situazione nel rispetto delle procedure previste. Sogin esclude categoricamente che vi sia stata qualsiasi contaminazione dell’ambiente esterno".
Enea: estranei all'evento avvenuto
Sul caso Enea precisa in una nota "di essere completamente estranea all'evento avvenuto in un'area gestita dal 2003 dalla stessa Sogin, che in un suo comunicato ha comunque escluso essersi trattato di incidente nucleare".